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"Non competiamo con le soluzioni commerciali"

La Swiss Academic Compute Cloud ha una chance? Sì, dice Edouard Bugnion, professore di informatica.

Testo: Patrik Schnellmann, pubblicato il 01.12.2014

Edouard Bugnion, professore di informatica all'EPFL, ha tenuto un keynote speech di grande spessore alla riunione dell'ICT Focus. Ha tracciato un quadro dei centri dati del futuro e delle profonde trasformazioni che sta vivendo l'industria fornitrice di IT.

Noti fornitori di IT come HP, IBM, Dell, ecc. ottengono sempre meno ricavi dall'attività con i server. Le vendite dirette degli Original Design Manufacturers – il cosiddetto mercato whitebox – crescono invece a un ritmo del 25% all'anno.

Gli acquirenti sono grandi operatori di cloud come Microsoft e Amazon, che costruiscono nuovi centri dati a una velocità supersonica. "È una lotta all'ultimo sangue", avverte Edouard Bugnion riferendosi al crescente consolidamento del mercato IT.

Edouard Bugnion: "Towards data center systems"

Patrik Schnellmann di SWITCH ha parlato con Edouard Bugnion delle opportunità di una Swiss Academic Cloud.

Patrik Schnellmann: considerato il grande successo di alcuni player mondiali, vi è ancora spazio per un’infrastruttura cloud per la comunità accademica svizzera?
Edouard Bugnion:
Sì. Una tale cloud, situata in Svizzera e gestita localmente, ha buone opportunità di risolvere i problemi della ricerca. Se ottimizzata per l’uso accademico, può essere uno strumento molto efficace per i ricercatori, che possono utilizzarla per analizzare grandi quantità di dati e soddisfare gli obblighi in materia di protezione dei dati. Ciò è particolarmente importante in applicazioni sensibili, come la medicina personalizzata, che cerca un trattamento medico ottimizzato in funzione dei genomi dei pazienti.

I ricercatori possono utilizzar la cloud per analizzare grandi quantità di dati e soddisfare gli obblighi in materia di protezione dei dati.

Come dovrebbe essere costruita una tale infrastruttura?
Essenziale è la virtualizzazione. Computing, storage e networking devono essere virtualizzati in modo sistematico, spostando funzioni fondamentali dall'hardware al software, fino ad arrivare a un "centro dati definito dal software". L'uso di componenti whitebox assicura efficacia dei costi, efficienza e scalabilità in ogni sito del centro di elaborazione dati. Un approccio federale potrebbe offrire trasparenza tra vari centri dati svizzeri, seguendo il modus operandi degli operatori commerciali di cloud, e si inserirebbe bene nella natura federale del paese.

Come giudica il ruolo e l'importanza di software e design open-source?
Oggi tutte le cloud si affidano in gran parte all'open-source. Su questo punto regna ormai un ampio consenso. Quello che è più interessante è la recente spinta verso hardware open-source come promosso dal consorzio Open Compute. In un tale approccio, gli operatori di cloud forniscono hardware blueprint che sono ottimizzati specificatamente per applicazioni cloud. Naturalmente ognuno beneficia poi della disponibilità generale dell'hardware che soddisfa questi blueprint.

Una cloud svizzera per la comunità accademica può competere con i grandi player?
Sì, perché la comunità accademica non cerca di competere con le soluzioni commerciali. L'obiettivo è piuttosto di soddisfare le esigenze specifiche della comunità accademica in materia di dati. Un obiettivo differenziato è di rendere accessibili dei set di dati interessanti e rilevanti che possono essere condivisi con la comunità, assicurandone al contempo un'appropriata protezione.

Sull’autore
Patrik   Schnellmann

Patrik Schnellmann

Patrik Schnellmann lavora per SWITCH come Cloud Project Manager. Ha acquisito un Master of Sciences in Computer Sciences e un Master of Advanced Studies in Management, Technology and Economics presso il Politecnico di Zurigo. Prima di passare a SWITCH nel 2004, ha raccolto diverse esperienze nel settore finanziario e nell'amministrazione federale.

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ICT Focus

L'evento annuale di SWITCH si è svolto quest'anno l'11 e il 12 novembre a Interlaken. Il pubblico target dell'ICT Focus include i responsabili dei servizi IT, i capi dipartimento e gli addetti ai servizi della comunità SWITCH. L'incontro prevede riunioni plenarie e sessioni parallele. La varietà degli argomenti rispecchia le molteplici sfide a cui sono confrontati oggi i servizi IT delle università svizzere: sfide tecniche, legali e organizzative. La riunione di quest'anno era accentrata sui servizi cloud e la gestione della sicurezza informatica.

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