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La collaborazione interistituzionale, una necessità

Axel Marion spiega perché SWITCH è il partner IT più importante per swissuniversities.

Pubblicato il 27.05.2016

Non è sempre facile trovare un linguaggio comune, condividere gli stessi obiettivi o lo stesso programma, ma constato con piacere che la volontà di trovare una via comune c'è e i primi risultati sono evidenti. I diversi attori hanno capito perfettamente che insieme possono realizzare molto di più che da soli. In altre parole: malgrado la situazione di sana concorrenza tra le varie istituzioni per assicurare la loro crescita e trovare i migliori ricercatori, i rettori sono animati da un forte spirito di collaborazione.

Non è sempre facile trovare un linguaggio comune, condividere gli stessi obiettivi o lo stesso programma, ma constato con piacere che la volontà di trovare una via comune c'è e i primi risultati sono evidenti. I diversi attori hanno capito perfettamente che insieme possono realizzare molto di più che da soli. In altre parole: malgrado la situazione di sana concorrenza tra le varie istituzioni per assicurare la loro crescita e trovare i migliori ricercatori, i rettori sono animati da un forte spirito di collaborazione.

Riunire gli esperti

Anche swissuniversities, tuttavia, non può fare tutto da sola. Un buon esempio è il programma CUS P-2 «Informazione scientifica: accesso, trattamento e salvaguardia» in cui SWITCH è ampiamente impegnata. Si tratta di un progetto ambizioso, volto a fornire accesso a una vasta gamma di contenuti digitali d'importanza scientifica e a strumenti adeguati da utilizzare in tutte le scuole universitarie svizzere, e in particolare nelle biblioteche. Ciò che è interessante a proposito di P-2 è che può essere considerato sia come un programma destinato a mettere a disposizione degli strumenti informatici per l'informazione scientifica, sia come un progetto che considera l'informatica come parte integrante della scienza, per esempio nell'informatica umanistica. Quest'ultima non è possibile senza la digitalizzazione, senza grandi database e degli strumenti di estrazione dei dati. Questi due obiettivi coesistono e sono interdipendenti. Anche il nostro mandato di definire una strategia svizzera di libero accesso alle pubblicazioni scientifiche è strettamente legato a P-2. È una grossa sfida, ma l'idea è rigorosamente la stessa: coinvolgere i migliori esperti della Svizzera e raggiungere lo scopo prefissato.

Rapidità d'azione grazie a legami rafforzati

Quest'anno abbiamo iniziato anche a coordinare la nostra attività a livello di comunicazione politica. Ciò non ha molto a che vedere con l'informatica, ma mette in evidenza un altro aspetto del lavoro di comunità presso swissuniversities. Dopo l'accettazione dell'iniziativa popolare «contro l'immigrazione di massa» nel 2014, tutti si sono resi conto dei grandi problemi che essa provoca per le istituzioni di formazione superiore. Prima del voto, molte università pensavano di non poter fare dichiarazioni politiche essendo organismi pubblici. Oggi le cose sono cambiate. Nel gennaio di quest'anno, prima dell'iniziativa per l'attuazione, i membri di swissuniversities hanno deciso di rilasciare una dichiarazione sull'argomento. Abbiamo voluto mettere in risalto i rischi che il voto avrebbero comportato per i nostri legami con l'UE. swissuniversities doveva far capire che l'adozione dell'iniziativa avrebbe avuto conseguenze per la Svizzera nel campo della ricerca e della formazione. Grazie al fatto che swissuniversities riunisce tutti i tipi di istituzioni universitarie, abbiamo potuto reagire in modo rapido e coordinato.

SWITCH come partner e parte coinvolta

SWITCH svolge un ruolo cruciale in molti dei nostri progetti. Noi la consideriamo il nostro partner principale in tutto ciò che riguarda i servizi informatici. Per noi è anche molto importante partecipare al suo Consiglio di fondazione e al comitato. Quando parliamo di libero accesso, di P-2 o di e-infrastructure, non possiamo fare a meno di SWITCH. La visione a lungo termine di P-2 è di creare un'organizzazione nazionale in materia d'informazione scientifica; per ottenere una soluzione praticabile abbiamo bisogno di SWITCH non solo come partner ma anche come parte coinvolta. Per questo motivo auspichiamo che SWITCH continui a concentrare la sua strategia sulle istituzioni di formazione superiore. Allo stesso tempo mi auguro che le università si impegnino di più presso SWITCH non solo finanziariamente, ma anche a livello di ricerca, contatti, rapporti e coordinamento. Attualmente c'è un buon equilibrio e, se le cose resteranno così, sarà una formula di successo anche in futuro.

Sintesi di un colloquio con il dott. Axel Marion, Responsabile del settore «Politica delle scuole universitarie», swissuniversities.

Su swissuniversities

Nel 2012, le università, le scuole universitarie professionali e le alte scuole pedagogiche della Svizzera hanno fondato swissuniversities, spianando il terreno per la fusione delle conferenze dei rettori esistenti fino a quel momento – CRUS, KFH e COHEP. L’organizzazione, divenuta operativa nel gennaio 2015, ha lo scopo di rafforzare ed estendere la collaborazione tra le istituzioni svizzere di formazione superiore e promuovere una posizione comune sulle questioni riguardanti l'istruzione in Svizzera.

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